Belisriguardo società agricola

Il puro gusto dell'uva Aglianico

Vino biologico da uve Aglianico autoctone, Paestum IGT dal cuore del Cilento

vino rosso aglianico cilentano IGT “argylos”
vino rosso aglianico cilentano IGT “argylos”
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vino rosso aglianico cilentano IGT “le maute”
vino rosso aglianico cilentano IGT “le maute”
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Ma perché metterti a produrre vino «di nicchia» in un posto che, solo per arrivarci, ci metti un secolo?

E questa è solo una delle tante. In effetti, le frasi più ricorrenti che ci sono state rivolte in questi anni hanno avuto abitualmente il seguente tenore:

  • Eeeh, ch’ vonno fa’ chiste? Vonno i’ fora? Pacci!
  • Ma chi v’o’ fface fa’?
  • Addo’? A Bellosguard’? Ahée’
  • Mee’, song’ arrivati e’ scinziati Ma cche sapiti vui?

Poco incoraggiante. Decisamente poco incoraggiante soprattutto se si considera la quotidianità delle osservazioni!

Forse perché certe scelte sono scritte nella nostra storia personale. O forse perché il mondo frenetico non cura più l’umanità dei rapporti diretti con persone e cose, dando tempo al tempo che esse richiedono, e così non ci piace. Forse, però, la migliore risposta alla domanda sta a chi vorrà avventurarsi sulle strade tra le colline che portano a Bellosguardo.

In estrema sintesi, a muoverci è l’amore per questa terra, quello che ce ne fa ammirare la natura sfinita e rigogliosa, il paesaggio selvaggio e incantevole, i colori intensi e soavi, l’architettura fitta e distesa, l’indole aspra e affettuosa e l’approccio alla vita di chi la abita; che ce ne fa capire e assimilare l’identità più genuina, comprendere le risorse vere, vivere l’incanto e le asperità, desiderare il bene e la tutela;

che ci porta, in altri termini, a immedesimarci con essa e a comprendere il bisogno di costruire il nuovo rispettando e perfezionando la memoria e le tradizioni autentiche del suo passato.

«Non demolite gli altari del passato,
se anche vi tocchi in sorte di elevarne più perfetti.
Brucia tra essi ancora un fuoco sacro,
amore umano intorno vi s’aggira
e di esso voi dovete far tesoro».

(Adam Asnyk, Ai giovani, vv. 21-25)

Questi versi di Adam Asnyk (1838-1897) scritti nel 1880 esprimono bene la filosofia della nostra «idea».

La passione dei cinque fondatori di questa società agricola nasce, infatti, anzitutto dall’amore per Bellosguardo, piccolo borgo di poco meno di mille abitanti, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: terra antica, assopita tra le colline dischiuse verso l’alto crinale cilentano e declinanti da mezzogiorno, per una fenditura della dorsale, verso la piana di Paestum e il Golfo di Salerno, la cui brezza mitiga e lenisce il fresco dell’entroterra e dei pendii circostanti; i cittadini, d’una fiera dignità contadina.

Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

In questa perla ecologica, la natura argillosa e aspra del terreno e le peculiari proprietà del microclima locale, estremamente adatto alla coltivazione della vite che nasce spontanea dal suolo dissodato, hanno segnato per secoli la propensione agricola del paese e la produzione del vino ha costituito da sempre per esso un valore tramandato per generazioni, che ne ha reso stimato il nome nei centri limitrofi, dove si sente dire tuttora in dialetto che, se si cerca il vino buono, bisogna andare a prendere u’ vino ’r’o ’S’guardo

Molta passione, dunque, e molta speranza per il futuro ci hanno spinti a seguire un’idea che chiunque ama questa terra finisce per avere un po’ nel sangue: recuperare il vino «vero» di Bellosguardo e produrlo abbinando moderni metodi professionali alla sapienza contadina locale.

Cinque «Pacci», legati in vario modo a questi luoghi, abbiamo deciso, un bel giorno, di lavorare nella produzione vinicola con un obiettivo preciso e convintamente condiviso: valorizzare in modo professionale il grande patrimonio biologico, produttivo e culturale di Bellosguardo, fondamento vero della sua storia e della sua tradizione, facendone un prodotto che privilegi in ogni singola fase, sino all’esito finale, su tutto, la qualità.